Programma concerti - FrescobaldiFestival

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MARTEDÌ 26 Febbraio 2019 ore 20:00 – Sala dell'Immacolata**

HAUSMUSIK
Il Clavicordo da Frescobaldi a Bach
Musiche di G. Frescobaldi, J. B. Pasquini, J. S. Bach,
G. B. Platti, C. Kerll, C. P. E. Bach



Programma:

Al clavicordo Seicentesco:
 
 
Girolamo Frescobaldi 1583 – 1643

Toccata Prima (Roma 1615)                                    
 
                       Partite sopra la Monica (Roma, 1637)                 
 

 
Johann Caspar Kerll    1627 – 1693                   

Passacalia                                             
 
                         dal Ms. DD53 di Bologna                                           
 

 
Bernardo Pasquini 1637 – 1710

Variazioni per il Paggio Todesco                                      
dal Ms. Landsberg 2015 di Berlino     
                                         
 
           Fuga in Basso Continuo
 
           dal Ms. Add. 31501 di Londra
 



 
Al clavicordo Silbermann:
 
 
Johann Sebastian Bach 1685 – 1750

Preludio e Fuga in si bemolle BWV 907
               
Fantasia Cromatica BWV 903                                             
 
 

 
Giovanni Benedetto Platti  1697 – 1783      

Sonata Terza Op. 1 (Norimberga 1742)                  
 
                Non tanto allegro                                                          
 
                Sarabanda, adagio
 
                Minuet – Trio alternativement
 
                Giga, allegro assai
 


 
Carl Philipp Emanuel Bach   1714 – 1788                    

Fantasia in do maggiore H 291                               
 
                                                                                                                                            
 



Note al programma.
Il clavicordo è tra i più antichi strumenti da tasto. Citato in fonti Quattrocentesche, lo strumento ebbe una grande fortuna fino agli inizi dell’Ottocento. La caratteristica peculiare è dovuta al suono prodotto da tangenti di ottone che premono le corde. In questo modo il clavicordo è in grado di produrre un suono esile ma dinamico, ottenendo crescendo, diminuendo e vibrato, che clavicembalo ed organo non sono in grado di fare. La produzione del suono richiede destrezza nel controllo dei tasti e nell’uso di una tecnica che coinvolge le dita, la mano, il braccio. Per queste ragioni il clavicordo era ritenuto lo strumento didattico per eccellenza ed era regolarmente usato per lo studio e le esecuzioni domestiche.
Il programma propone un’antologia di composizioni dal primo Seicento al tardo Settecento eseguite su due strumenti, uno Seicentesco, l’altro Settecentesco, copie di strumenti d’epoca.
Frescobaldi non richiede presentazioni, essendo le sue Toccate e le sue Partite notissime pietre miliari della musica per tastiera, ed additate come modelli fino a Bach. La Toccata Prima e le Partite sopra la Monica, una melodia popolare diffusa in tutta Europa, ne sono un esempio e l’esecuzione al clavicordo consente di evidenziarne i tratti espressivi più reconditi.
Kerll fu allievo al Collegio Germanico dove conobbe Carissimi e la tradizione della scuola romana. Nei suoi viaggi ebbe modo di conoscere musicisti e repertori differenti. La Passacalia è forse il primo esempio di questo tipo che utilizza nel basso il tetracordo discendente (re, do, si bemolle, la), riprendendo lo schema del Lamento della Ninfa di Monteverdi e consolidando l’idea del basso ostinato come lamento con funzione patetico-drammatica. L’esecuzione di questa sera utilizza in toto la versione del manoscritto bolognese.
La scuola romana ebbe in Pasquini un’altra personalità di spicco. Autore di opere, oratori, cantate, fu anche un riconosciuto didatta della musica per tastiera ed ebbe allievi da ogni parte d’Europa. Ad alcuni di essi sono dedicati i suoi brani, come nel caso delle Variazioni per il Paggio Todesco. Interessante notare che, a differenza degli autori germanici, i quali nelle variazioni modificano ritmicamente, metricamente e melodicamente il tema originale ma ne conservano la struttura armonica, la variazione italiana interviene spesso anche sull’armonia creando ulteriori motivi di sorpresa e varietà. La Fuga in basso continuo è invece un interessante esempio di “notazione sommaria”: si tratta di un “partimento” un basso cifrato la cui realizzazione è affidata all’esecutore che deve riconoscere le entrate del tema e tutte le possibilità contrappuntistiche ed imitative. Risulta pertanto evidente come ogni esecuzione appaia diversa dalle altre, salvaguardando in questo modo i concetti di creatività e varietà essenziali per l’estetica barocca. Un brano didattico quindi, come sono i noti partimenti della scuola napoletana Settecentesca.
La seconda parte si apre con un altro esempio di “notazione incompleta”. Il Preludio e Fughetta BWV 907 infatti, presenta molte sezioni con il solo basso cifrato, lasciando all’esecutore il compito di trovare le più idonee soluzioni armoniche e contrappuntistiche. Per questa ragione gli studiosi nutrono dubbi sulla paternità bachiana della composizione. Agli ascoltatori il giudizio! Nessun dubbio di paternità invece per la celeberrima Fantasia cromatica BWV 903, cui più tardi Bach aggiunse anche una fuga. Il brano è commentato da tutti i primi biografi bachiani e presentato come una delle più ardite composizioni del Cantor. Anche in questo caso il clavicordo, rispetto agli altri strumenti da tasto, è in grado di enfatizzarne gli elementi dinamici ed espressivi, senza peraltro sminuire quelli ritmici e virtuosistici.
Si deve ad una vecchia biografia di Fausto Torrefranca la riscoperta di Platti, compositore di musica strumentale e di tre raccolte per tastiera. Platti fu attivo in Germania e la sua musica rappresenta un importante anello di congiunzione tra la sonata barocca e quella galante e classica, soprattutto nello sviluppo dello schema monotematico bipartito. Elementi del cosiddetto “stile galante” appaiono nel primo e nel terzo movimento della Sonata Terza in programma, mentre l’Adagio e la Giga finale richiamano idiomi tipici della tradizione corelliana-handeliana. Non mancano sorprese ritmiche ed armoniche soprattutto nella travolgente Giga finale.
Quando si parla di Fantasia alla tastiera non si può non fare riferimento a Carl Philipp Emanuel Bach che, nel suo trattato sull’arte di suonare gli strumenti da tasto, dedica un capitolo a questo tema. La fantasia del secondo Settecento è il modo più libero e scevro da regole di improvvisare alla tastiera, seguendo il capriccio e le “immagini mentali” dell’esecutore-compositore. Anche la scrittura sul pentagramma sottolinea questa libertà, come la frequente assenza delle stanghette di battuta o la volutamente imprecisa indicazione dei valori delle note. Sorpresa, contrasto, improvvisi mutamenti di umore unitamente all’uso di motivi brevi ed orecchiabili, sono i tratti caratteristici della Fantasia in do maggiore in programma.
I due clavicordi utilizzati questa sera sono stati messi a disposizione da Michele Chiaramida, costruttore e studioso di strumenti da tasto

MERCOLEDÌ 27 Febbraio 2019 ore 20:00
Basilica dei SS. XII Apostoli

DIVERSI TEMPI & VARIAZIONI
Musiche di W. Byrd, F. Caroso, G. Frescobaldi,
G. B. Cervellini, D. Zipoli, A. Marcello, J. Pachelbel, B.Pasquini,
G. Valeri, J. C. F. Fischer




Programma:

ANONIMO XVII sec.
 
Diferencias sobre la gayta
 
 
WILLIAM BYRD 1543-1623
 
The Queenes Alman
 
 
FABRITIO CAROSO 1527-1605
 
Il Ballarino
 
 
GIROLAMO FRESCOBALDI 1583-1643                  
 
Toccata V
 
 
DOMENICO  ZIPOLI  1688-1726
 
Elevazione in Fa
 
 
ALESSANDRO MARCELLO 1673-1747
 
Concerto in re minore
 
Andante - Adagio - Presto
 
 
JOHANN PACHELBEL 1653-1706
 
Aria prima con variazioni
 
 
GIOVANNI BATTISTA  CERVELLINI
 
Sonata in Fa
 
 
BERNARDO PASQUINI 1637-1710
 
Variazioni per il Paggio Todesco
 
 
GEORG FRIEDRICH HÄNDEL 1685-1759
 
Adagio dalla Suite in Fa
 
 
GAETANO VALERY 1760-1822
 
Rondò
 
 
JOHANN CASPAR FERDINAND FISCHER 1670 -1746
 
URANIA (Musa dell’astronomia)
 
Praeludium - Allemande - Courrente - Sarabande - Gavotte - Menuet - Chaconne
                                                                                                                                         





GIOVEDÌ 28 Febbraio 2019 ore 20:00 Sala dell'Immacolata**

ARTIFICI E MARAVIGLIE A DUOI CIMBALI
Musiche di G. B. Fontana, D. Castello, G. Frescobaldi



Programma:

Dario Castello (1602 - 1631)
 
Sonata Prima1 *

 
 
Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643)
 
Canzon detta La Bernardina2 *

 
Capriccio sopra l’Aria di Ruggiero3

 
Toccata Decima4

Canzon detta La Lamberta2 *


   
 
Georg Muffat (1653 – 1704)
Ciaccona5


   
 
Girolamo Frescobaldi
 
Toccata Prima6 – Canzona Prima4

Canzon detta La Bonvisia2 *


   
 
Giovan Battista Fontana (1589 - 1630)
 
Sonata Seconda6 *
* Elaborazione di Enrico Baiano


 
   
 
1Sonate Concertate in Stil Moderno, Libro Secondo, Venezia 1629
 
2Libro Primo delle Canzoni, Roma 1628
 
3Il Primo Libro di Capricci, Roma 1624
 
4Il Secondo Libro delle Toccate, Roma 1627
 
5 ……..
 
6Il Primo Libro delle Toccate, Roma 1615
 
6Sonate a 1, 2, 3 per Violino o altri Stromenti, Venezia 1641



VENERDÌ 1 Marzo 2019 ore 20:00
Basilica dei SS. Apostoli

ORGANI  IN  DUELLO
Musiche di G.Guami, A. Bonelli, G. Gabrieli, G. Frescobaldi,
F. Feroci, P. J. Blanco


Programma:

Gioseffo Guami (c. 1540 - 1611)                   

Canzon La Lucchesina a 8
 

 
Aurelio Bonelli (c. 1569 - 1620)                    

Toccata Cleopatra a 8

 
 
Giovanni Gabrieli (1557 - 1612)                    

Canzon Sol Sol La Sol Fa Mi a 8
 
 
 
 
Girolamo Frescobaldi (1583-1643)               

Recercar Nono con quattro soggetti
       da: Recercari et Canzoni Franzese (Roma 1615)
   
 
       Tocata per le levatione (organo solo)
 
                   da: Messa Delli Apostoli, Fiori Musicali (Venezia 1635)
 
 
        Fantasia Seconda sopra un soggietto solo
 
                   da: Fantasie (Milano 1608)
 
 
        Capriccio sopra la Battaglia
 
                   da: Primo Libro di Toccate (Roma 1615-1637)
 
 
        Capriccio di Durezze (organo solo)
 
                    da: Capricci (Roma 1624)
 
 
        Canzon Quarta
 
                    da: Recercari et Canzoni Franzese (Roma 1615)
 
 
 
 
Francesco Feroci (1673 - 1750)                    

Concerto CXXX per due organi alternati La Martina
 
                                                                      (Vivace, Grave, Allegro, Allegro)
 
 
 
 
Pedro José Blanco (1750 - 1811)                

Secondo Concerto a due organi


NOTE AL PROGRAMMA
“…sentendo nel famosissimo Tempio di San Marco un duello di due Organi rispondersi con tanto artifitio, e leggiadria, che quasi uscij fuor di me stesso e bramoso di conoscere quei due gran Campioni, mi fermai alla porta, dove viddi comparir Claudio Merulo, et Andrea Gabrieli, ambedua Organisti di San Marco…”
 
 
Il coinvolgente racconto di Girolamo Diruta (da Il Transilvano, Venezia 1593) documenta una prassi all’epoca ormai diffusa, a cui fa riscontro, nelle chiese dell’Italia settentrionale, la frequente presenza di due organi “affrontati”. Numerose sono le fonti che attestano la messa a libro paga di due organisti in occasione delle più importanti festività, mentre purtroppo nulla sopravvive del repertorio eseguito, a conferma di una consuetudine essenzialmente basata sull’improvvisazione.
 
I primi tre brani in programma nascono nel contesto geografico-temporale appena descritto: si tratta di trascrizioni di composizioni a otto parti di scuola veneziana e bolognese, concepite “per concertare con più sorte di strumenti”. La forma del “dialogo” fra due cori contrapposti si addice bene, oltre che al timbro dei “consort” strumentali (primo fra tutti, quello formato da cornetti e tromboni), anche alle sonorità organistiche, tanto che, qualche anno più tardi, Adriano Banchieri ne evoca l’effetto in alcune sue brevi e stilizzate composizioni “in dialogo” (per organo solo), inserite nell’ “Organo Suonarino”.
 
 
Non ci sono giunte composizioni di Girolamo Frescobaldi concepite espressamente per due strumenti a tastiera. Tuttavia l’abbondanza di opere “a quattro” pubblicate in partitura, alcune delle quali straordinariamente complesse, ci esorta a esplorare una delle tante possibilità esecutive che queste raccolte offrono, ovvero quella di affidare a due organisti il compito di dipanare l’aggrovigliato ordito contrappuntistico.
 
Nelle intricate “Fantasie” (1608), così come nei “Recercari et Canzoni Franzese” (1615), la lettura attraverso più strumentisti indubbiamente agevola il fluire delle quattro parti: in una versione “a due organi”, la “severa” sonorità organistica, tanto appropriata per opere di questo tipo, si abbina  a una scorrevolezza e un’indipendenza difficilmente raggiungibili da un solo interprete a causa dei frequenti incroci delle parti e, talvolta, della presenza di più ritmi simultanei.
 
Diverso è il caso del “Capriccio sopra la Battaglia”, di destinazione cembalistica, proposto questa sera attraverso un insolito dialogo di due organi. I frequenti ritornelli del brano diventano qui occasione per giocare su effetti di eco tra i due strumenti.
 
 
La prassi di improvvisare a due organi, pur con gli inevitabili mutamenti di stile e di forma, prosegue nei secoli successivi, affiancata anche da composizioni fissate sulla carta: a questo genere di opere appartiene il Concerto per due organi alternati La Martina di Francesco Feroci, organista del Duomo di Firenze. Il Concerto è così soprannominato perché costruito su di un brillante motivo composto dal genovese Martino Bitti, primo violinista alla corte di Cosimo III de’ Medici. Della prima esecuzione abbiamo, anche in questo caso, una vivida cronaca: “Oggi nella nostra Metropolitana, è stata per la prima volta eseguita una lunga sinfonia organistica, composta e sonata al prim’organo dal Rev. P. Francesco, mentre al secondo siedeva attento, suonando a’ punti giusti, su cenno del primo, l’allievo suo e sostituto Rev. P. Buonaventura. Fu cosa mirabile udirli, e vennero gl’aplausi in Chiesa (che furono rimproverati). La musica è dolcissima e varia, quando disinvolta et allegra sull’aria del Genovese, già violinista eccellente della Corte - che fu amico di Prete Feroci - quando mesta, da richiamar lagrime e sospiri; ma poi si finì in festa, con tutteddue i sonatori insieme.”
 
 
Per concludere un colorito e divertente Concerto di Pedro José Blanco, organista e arpista spagnolo dalla esuberante fantasia rococò.
 
 
 

 
In Preparazione

DOMENICA 3 Marzo 2019 ore 20:15 Sala dell'Immacolata**

UNA COSI' NOBIL AZIONE,
ovvero la cultura strumentale italiana intorno al
Sacro Convento di Assisi
Musiche di G. Diruta, G. Frescobadi, G. P. da Palestrina, M. Uccellini,
A. Romanini, G. Buonamente, B. Marini, G.Carissimi, D. Castello


Programma:

Girolamo DIRUTA (ca. 1554-ca. 1610)
Toccata di salto buono del secondo tuono - organo
da “Il Transilvano” Venezia, 1593


Girolamo FRESCOBALDI (1583-1643)
Canzon XIII detta “La Bianchina” - violino e cornetto
da “ Il primo libro delle canzoni...appresso Paolo Masotti” Roma, 1628


Giovanni P. da PALESTRINA (ca. 1525-1594)
Io son ferito, ahi lasso, diminuito da Giovanni Battista Bovicelli- violino e organo
da “Regole, passaggi di musica...” Venezia, 1593


Marco UCCELLINI (ca. 1603-1680)
Sinfonia quinta a 2. Violini - violino e cornetto
da “Sonate, sinfonie et correnti (libro secondo)” Venezia, 1639


Antonio ROMANINI (att. 1585-1600)
Toccata dell’ottavo tuono - organo
da “Il Transilvano” Venezia, 1593


Giovanni B. BUONAMENTE (ca.1595-1642)
Canzon Quinta à 2. Cornetto, & Violino
da “Sonate e Canzoni a 2, 3, 4, 5 e 6..., Libro VI” Venezia, 1636


Biagio MARINI (1594-1663)
Sonata quarta per il violino solo da suonare con due corde - violino e organo
da “Canzoni, Pass’emezzi, Baletti... Opera VIII” Venezia, 1629


Giacomo CARISSIMI (1605-1674)
Exulta, gaude. à 2 canti - violino e cornetto
da “Sacri Concerti musicali...” Roma, 1675


Girolamo FRESCOBALDI (1583-1643)
Canzon sesta - organo
da “Fioretti Musicali” British Library, ms. Add 40080


Dario CASTELLO (?-1658)
Canzon terza a 2 Doi soprani - violino e cornetto
da “Sonate concertate (libro secondo)” Venezia, 1644


Giovanni P. da PALESTRINA (ca. 1525-1594)
Angelus ad pastores, diminuito da Giovanni Battista Bovicelli - cornetto muto e organo
da “Regole, passaggi di musica...” Venezia, 1593

Girolamo FRESCOBALDI (1583-1643)
Toccata decima - organo
da “Toccate e partite d’intavolatura, Libro II” Roma, 1627

Giovanni B. BUONAMENTE (ca.1595-1642)
Canzon Quarta à 2. Cornetto, & Violino
da “Sonate e Canzoni a 2, 3, 4, 5 3 6..., Libro VI” Venezia, 1636


Giovanni LEGRENZI (1626-1690)
Ave Regina Coelorum - violino e cornetto muto
da “Sentimenti devoti, op. 6” Venezia, 1660


Annibale GREGORI (?-1633)
Ciacona à 2. Soprani - violino e cornetto
da “Ariosi Concenti” Venezia, 1635



Note al Programma

“Intra Tupino e l'acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov’ ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Orïente, se proprio dir vuole.”
(Divina commedia, Paradiso, Canto XI)

Il Sacro Convento d’Assisi fu propulsore di una ricchissima attività musicale che raggiunge il suo massimo splendore tra la fine del 500’ e i primi del 600’.
Parlando dei nomi eminenti che hanno operato ad Assisi non si può di certo far passare inosservati gli anni che Giacomo Carissimi passò come Maestro di
Cappella della Cattedrale di San Rufino (1627-1629).
Del Carissimi vengono presentati due Mottetti tratti da “Sacri Concerti musicali a due, tre, quattro, e cinque voci” (Roma, 1675), testimonianza dell’abilità del Carissimi nello sfruttare le potenzialità espressive della voce umana. Potenzialità che vennero ampiamente discusse nel trattato “Regole, passaggi di musica, madrigali e motetti passeggiati” dell’Assisano Giovanni Battista Bovicelli, punto di riferimento indiscusso per la prassi esecutiva e l’ornamentazione vocale. Addentrandoci più specificatamente nell’attività musicale Assisana, Il Sacro Convento non possedeva una vera e propria Cappella Musicale stabile ma si avvaleva piuttosto della collaborazione dei frati Musici, come ad esempio “Padre Cornetto” (Giovanni Battista Grasso), che occasionalmente venivano chiamati a prestare servizio: come per le altre realtà del primo 600’ Italiano, gli strumenti più in uso erano il Cornetto (tuttora fisicamente presente nel Tesoro del Convento con ben 4 esemplari), il trombone ed il violino.
A quest’ultimo strumento la città di Assisi risulta legata indissolubilmente avendo ospitato musicisti come Giovanni Battista Buonamente, Marco Uccellini e successivamente Arcangelo Corelli, tre figure di importanza capitale per lo sviluppo dello strumento.
Di Buonamente
vengono presentate ben tre opere originali per Violino, Cornetto e Continuo tratte da da “Sonate e Canzoni a 2, 3, 4, 5 e 6 voci, Libro VI” opera pubblicata a Venezia nel 1636, anno in cui inizierà a ricoprire il ruolo di Maestro di Cappella del Sacro Convento e che deterrà fino alla sua morte avvenuta nel 1643.
Di Marco Uccellini presentiamo due rare opere ricche d’inventiva e fantasia, tratte da “Sonate, sinfonie et correnti (libro secondo)” pubblicate a Venezia nel 1639, anno in cui il compositore e virtuoso del violino lascerà Assisi dopo aver ultimato il suo apprendistato musicale.
Le Toccate per organo sono state tratte da “il Transilvano” di Girolamo Diruta. Frate Francescano nonché organista attivo in Umbria, scrisse uno dei più rappresentativi trattati organistici della sua epoca. Grazie al Diruta possediamo intavolature e brani originali per organo dei più grandi Maestri del suo tempo come Andrea e Giovanni Gabrieli, Claudio Merulo, Luzzasco Luzzaschi, oltreché preziosi consigli tecnici e interpretativi, nonché regole ed esempi di improvvisazione..
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