La Basilica dei Ss. Apostoli - FrescobaldiFestival

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La Basilica dei Ss. XII Apostoli di Roma
é forse l'unico edificio che rimonti all'epoca dell'occupazione bizantina di Narsete, il quale - secondo il Gregorovius - ne incoraggiò la costruzione per esaltare il trionfo della fede sull'eresia ariana del Goti.
Fu cominciata nel 560 dal papa Pelagio I e terminata dal suo successore Giovanni III, come si rilevava da un distico che era nell'abside e che il Volaterraneo vide e copiò nel 1454 (Pelagius cœpit, complevit papa Johannes - Unum opus amborum, par micat et meritum).
In essa si conservarono reliquie degli apostoli S. Filippo e S. Giacomo a cui fu primitivamente dedicata.
Nell'880 Stefano VI, la cui casa paterna era vicina a quella chiesa, la fece restaurare.
Nel 1130 l'antipapa Anacleto spedì una bolla in suo favore sottomettendole due chiese vicine.
Nel 1348 fu distrutta da un terremoto e solo nel 1430, Martino V (Colonna) la fece restaurare. Il Cancellieri parla di una curiosa cerimonia durante la quale si legava un maialetto sospeso in aria, e sul popolo che faceva a gara per prenderlo si versavano catinelle d'acqua in testa.
Verso la fine del secolo xv, il cardinale Giuliano della Rovere - che fu poi Giulio II - fece costruire il portico a sue spese.
Nel 1702 Clemente XI (Aldobrandini) riedificò dai fondamenti la basilica, sollevandone il pavimento e decorandola a nuovo tanto che dell'antica non rimasero che sei colonne. Anche le pitture murali, che erano di Melozzo da Forlì, furono distrutte, meno qualche frammento che si conserva ancora nel palazzo del Quirinale e nella Sacrestia di S. Pietro in Vaticano.
I lavori di questa riedificazione furono diretti da Carlo Fontana che ne disegnò l'architettura. La nuova chiesa fu consacrata da Benedetto XIV (Lambertini) l'anno 1724. Nel 1827 don Giovanni Torlonia fece eseguire a sue spese la facciata

Portico. - Fu restaurato da Pio IX nel 1873 e diresse i lavori l'architetto Carimini. A destra: un'aquila che stringe negli artigli una corona d'alloro, bassorilievo romano trovato negli scavi del vicino foro Trajano. Un leone di marmo, firmato Bassallectus, che doveva far parte di una decorazione eseguita dal famoso marmorario romano. Per terra: pietra tombale, molto guasta del secolo xv; altra pietra tombale di un francescano da Bagnocavallo (il nome è consumato) del 1506. Due plutei bizantini del secolo VIII, simili a quelli che si conservano nell'atrio di S. Maria in Trastevere. Nella parete di sinistra: tomba dell'incisore Volpato, scolpita nel 1807 da Antonio Canova. Nella parete centrale: tondi in bassorilievo del Roversi rappresentanti S. Giuseppe da Copertino, San Bonaventura, San Francesco, Santa Chiara, il Beato Duns Scott e San Ludovico. Busto di Giovanni Colonna, protonotario, che fu decapitato nel 1484, opera di Luigi Capponi da Milano.

Interno. - È diviso in tre navate, sorrette da pilastri corinzi. Nella volta il Trionfo dell'Ordine di S. Francesco del Baciccio.
A destra:
1. Cappella: La Madonna, S. Bonaventura e il Beato Andrea Conti del Lapiccola.
2. (Restaurata nella prima metà del secolo per ordine del banchiere Craveri su disegni dell'architetto Gabet): l'Immacolata Concezione del Coghetti; ai lati: due angeli marmorei; quello di destra è di Luigi Roversi e quello di sinistra di Domenico Morani.
Sepolcro di Vincenzo Valentini (1842).
Sepolcro contenente il cuore di Maria Clementina Sobieski, moglie di Giacomo III d'Inghilterra (l735).
3. (Della famiglia Odescalchi, il cui stemma in mosaico è sul pavimento).

Sull'altare: S. Antonio di Benedetto Luti. La volta fu dipinta dal Nasini. -

4. (In fondo alla navata e dedicata al Crocefisso): statua di S. Eufemia del Parodi. Statua di S. Claudio del Guidi. Quadro di S. Salome e di S. Giacinto di Pietro Lucatelli. Affreschi nelle pareti di Domenico Bruschi.

Abside. - A destra: monumento di Raffaele Riario, vescovo d'Ostia (secolo xvi) - Monumento al conte Giraud d'Ansedun, fratello del legato di Carlo VIII e di Luigi XII di Francia e marito della nipote di Giulio II (Della Rovere) morto a Roma nel 1505. Le sculture di questo monumento ricordano la maniera di Luigi Capponi.

Sull'altare maggiore: Il martirio dei Ss. Apostoli Filippo e Giacinto di Domenico Muratori. È questo il quadro più grande che esista a Roma.
A sinistra: sepolcro del cardinale Pietro Riario, nipote di Sisto IV, di Andrea Bregno e di Mino da Fiesole che scolpì la Madonna (1474).

Nella volta: La caduta degli Angeli ribelli di Filippo Odazi.

A sinistra:
1. Cappella: La deposizione di Francesco Manno. Sepolcro di Giuseppe Vannutelli (1867) e di Clara Geronetti Vannutelli (1867).
2. San Giuseppe da Copertino di Giuseppe Cades. Monumento funebre del Connestabile Filippo Colonna e di sua moglie Caterina Luisa di Savoia-Carignano, eseguito nel 1823 dal fiorentino Pozzi.
4. S. Francesco di Giuseppe Chiari. Monumenti funebri del cardinale Carlo Colonna (1752) e di Maria Lucrezia Rospigliosi Salviati (1749) opera del Ludovisi. Monumento d'Innocenzo XIII (Conti) eseguito dal Canova nel 1781,  uno dei suoi lavori giovanili; ai due lati del pontefice: le statue della Clemenza e della Temperanza.

Sacrestia. - Fu restaurata a spese del principe Alessandro Torlonia nel l883.

Le pitture della volta e delle pareti sono di Domenico Bruschi che vi figurò i ritratti dei pontefici restauratori della chiesa; il battesimo di Costantino, Sisto V che consacra la chiesa e le figure della Pace, della Giustizia, della Liberalità e della Religione.

Nel passaggio che conduce al convento: Cenotafio in onore di Michelangelo che morì sotto questa parrocchia il 17 febbraio 1564. Di faccia memoria sepolcrale del cardinale Bessarione.

vd. anche
 
Basilica dei Ss. Apostoli p.za Santi Apostoli, 51 Roma
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